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Stefano Baldini - Maratona - Atene 2004

 

Salvatore Antibo vince i 10000 a Spalato 90

Salvatore  Antibo nel più  spettacolare 10000 della storia Oslo 91

Alberto Cova (Inverigo, 1º dicembre 1958) è un atleta italiano, vincitore della medaglia d'oro olimpica nei 10000 metri piani ai Giochi di Los Angeles 1984.

Gli esordi

Muove i primi passi da atleta a 14 anni.[1] Si guadagna presto il soprannome di "ragioniere", sia per l'effettivo conseguimento del diploma in ragioneria, sia per il fisico assolutamente "normale", anzi filiforme, unito ad un modo pianificato e mai dispendioso di affrontare le gare. I primi risultati li raggiunge nel 1977, quando diventa campione italiano juniores sui 5000 m piani, distanza che preferisce a quella doppia fino al 1980.

In quell'anno incontra l'allenatore che lo porterà a vincere in Italia e nel mondo: Giorgio Rondelli della Pro Patria. Rondelli intuisce subito che Alberto ha le qualità per dominare sui 10000 m piani: dopo un anno di interdizione Cova si presenta agli Europei di atletica di Atene, in Grecia, nel 1982, come outsider sulla distanza.

È in questa circostanza che mette in risalto per la prima volta le caratteristiche che lo porteranno in molte occasioni al successo: la capacità di resistere durante la gara ai cambi di ritmo, anche frequenti, imposti dagli avversari e l'incredibile velocità che riesce a raggiungere nei rush finali.

I primi successi

Ad Atene si laurea a sorpresa campione europeo proprio così: resiste agli attacchi dei favoriti, in particolare il temibile tedesco orientale Werner Schildhauer e il finlandese Martti Vainio, per poi bruciarli con le ultime, rapidissime falcate. Sul rettilineo finale arrivano i tre protagonisti citati: Vainio attacca, Schildhauer e Cova resistono e nei metri conclusivi il lombardo infila i rivali con uno scatto bruciante, vincendo in 27'41"03, con soli 14 centesimi di vantaggio sul tedesco. Iscritto anche nei 5000 m, non ha fortuna, finendo squalificato dopo una serie di reciproche scorrettezze con degli avversari.

In quello stesso anno Cova si aggiudica anche l' argento ai campionati europei indoor nei 3000 m e mette in mostra anche ottime doti di corridore "fuoripista": giunge infatti settimo ai mondiali di corsa campestre vinti dall'etiope Mohamed Kedir.

Nel 1983 Cova compie un altro capolavoro andando a vincere, in una delle gare più entusiasmanti mai disputate sulla distanza, i 10000 metri nella prima edizione dei campionati del mondo di atletica leggera, ad Helsinki, in Finlandia.

Gli avversari sono gli stessi dei campionati europei: i tedeschi orientali Hansjörg Kunze e Werner Schildhauer, il finlandese idolo di casa Martti Vainio e il veterano portoghese Carlos Lopes. La gara ha un ritmo lentissimo e al suono della campana dell'ultimo giro il gruppo è ancora compatto. È Schildhauer ad aumentare per primo l'andatura con un poderoso scatto: il plotone si disgrega e solo il connazionale Kunze sembra avere le forze per rispondere all'attacco. Si crea una piccola voragine tra i due teutonici e un terzetto di inseguitori, Vainio, il tanzaniano Gidamis Shahanga e un Cova che appare molto sofferente.

L'italiano ha patito il cambio di ritmo e per diversi attimi è stato sul punto di staccarsi.

Incredibilmente però negli ultimi 150 metri il vantaggio di Schildhauer si assottiglia: Kunze sembra in grado di sorpassarlo, mentre Vainio, Shahanga e Cova rientrano. Ultima curva, Cova si allarga sulla corsia esterna e procede a velocità doppia: crolla Shahanga mentre Cova divorando gli ultimi metri infila nell'ordine Vainio, Kunze e Schildhauer vincendo con il tempo di 28'01"04, con 14 centesimi di vantaggio sul tedesco, ancora una volta secondo

 

L'oro olimpico a Los Angeles

L'anno seguente Cova completa la sua tripletta andando a vincere i 10000 metri anche ai Giochi Olimpici di Los Angeles, negli Stati Uniti, del 1984. Per il boicottaggio dei paesi del blocco comunista viene a mancare il suo eterno rivale Schildhauer; poco prima dell'inizio della manifestazione però il portoghese Fernando Mamede si propone come uomo da battere migliorando di quasi 9 secondi il record mondiale sui 10000 m: 27'13"81 il suo tempo.[1] Il lusitano tuttavia soffre psicologicamente l'appuntamento con i grandi eventi e anche in occasione del cimento olimpico, come altre volte precedentemente, fallisce clamorosamente la prova ritirandosi dopo pochi giri.

Dopo un perentorio attacco di Vainio a metà gara e nonostante i ripetuti tentativi del finnico di staccare Cova, tutto si riduce a un testa a testa. Ad 800 metri dalla fine il finlandese tenta l'allungo decisivo e, come ad Helsinki, Cova sembra patire terribilmente il cambio di ritmo, dando l'impressione di doversi staccare da un momento all'altro. Riesce però a resistere e, negli ultimi 200 metri, a passare al contrattacco. Infila prepotentemente l'atleta nordico e va a vincere, per la prima volta, per distacco, con il tempo di 27'47"54. Vainio verrà poi squalificato, dopo essere stato trovato positivo al controllo antidoping. Sfortunatissimo in quella stessa prova l'ottimo Salvatore Antibo, solo quarto a causa di una scelta sbagliata al momento di indossare le scarpe da gara: optò infatti per delle calzature nuove che gli ferirono abbastanza gravemente i piedi. Nel 1985 Cova ribadisce la sua superiorità sulla distanza trionfando in Coppa Europa, dove addirittura si prende il lusso di raddoppiare vincendo anche i 5000 m.

Le ultime medaglie ed il ritiro

 

Nel 1986, ai Campionati europei di Stoccarda, in Germania, la quinquennale dittatura del campione comasco termina: Cova si vede sfuggire l'alloro dei 10000 m sconfitto da Stefano Mei, giovane e potente atleta spezzino che conquista quell'anno la sua prima affermazione importante. In finale tre atleti italiani, Stefano Mei, Alberto Cova e Salvatore Antibo, danno prova di una schiacciante superiorità attaccando insieme a 400 metri dall'arrivo e staccando brutalmente tutti gli avversari, fatta eccezione per il portoghese Castro che rimane abbastanza vicino al terzetto.

È Mei che impone il cambio di ritmo, mentre Cova, come sempre soffrendo molto, gli rimane incollato, e Antibo e Castro si staccano di una ventina di metri. Il rush finale, che dovrebbe dare ragione a Cova, riserva una sorpresa: proprio quando il comasco sembra aver superato il momento critico e affianca Mei con l'intenzione di superarlo, lo spezzino allunga di nuovo, stroncando ogni resistenza del campione olimpico e vincendo in 27'56"79. Cova arriva secondo con il tempo di 27'57"93 mentre un ottimo Antibo conquista il bronzo fermando le lancette cronometriche sui 28'00"25, in quella che fu la prima tripletta in una gara di corsa, da parte di un'unica nazione, in tutta la storia dei campionati europei.

Stoccarda è l'ultima competizione ad alto livello del ragioniere di Inverigo. Nel 1987, ai campionati mondiali di atletica di Roma, Cova finisce fuori dalla finale, così come l'anno dopo, alle Olimpiadi di Seul, in Corea del Sud, dove non riesce a qualificarsi dopo aver corso una brutta batteria.[1] Dopo i Giochi olimpici Cova si ritira, a soli 30 anni, dalle competizioni agonistiche, lasciando però la memoria delle sue imprese e un record tuttora ineguagliato: è infatti l'unico atleta, nella storia dei 10000 m, ad aver realizzato una splendida tripletta vincendo l'oro ai Campionati europei, a quelli Mondiali e ai Giochi olimpici.

Carriera politica

 

Nel 1994 è candidato alla Camera nel collegio di Olgiate Comasco per il Polo delle Libertà in quota Forza Italia venendo eletto col 61,9% dei voti. Nel 1996 è ricandidato dal Polo nel collegio di Erba, ma ottiene solo il 35,6% dei voti ed è sconfitto dal rappresentante della Lega Nord Cesare Rizzi.

Salvatore Antibo vince i 5000 a Spalato 90

Toto Antibo Drammatica finale dei 10000 a Tokyo 91

Gelindo Bordin vince a Boston 90

Gelindo Bordin vince a Seul 88

FRANCA FIACCONI REGINA DI NEW YORK

Alberto Cova

Le grandi vittorie

 Atene 82 - Helsinki 83 - Los Angel 84

Francesco Panetta

Le grandi vittorie

 Roma Campionati Mondiali 87

Pietro Mennea Campionati Italiani, Torino 26 Giu 1980, 200mt Uomini

Pietro Mennea:

 Olimpiadi di Seul

sett /ott 19988

 Pietro Mennea

Album:

Gianni Poli

Winner Maratona New York 1986 - 2-11-1986

Orlando Pizzolato

Vittoria di  New York City Marathon 1984

Gennaro di Napoli

MEETING DI HELSINKI 1989 VINCE I 1500

Giacomo Leone

vincitore nel 1996 della Maratona di New York in 2:09:54.

Francesco Panetta (Siderno, 10 gennaio 1963)

E' un ex atleta italiano, specializzato nel mezzofondo.

Attivo tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta e allenato da Giorgio Rondelli, è stato uno specialista dei 10000 metri piani e dei 3000 metri siepi, disciplina quest'ultima in cui ha ottenuto i successi internazionali più prestigiosi.

 

Panetta fece il suo esordio in azzurro agli Europei juniores del 1981 a Francoforte, dove corse la gara dei 3000 siepi sotto una pioggia battente.

 

Nel 1986 agli Europei di Stoccarda vinse la medaglia d'argento sempre nei 3000 siepi, affermandosi come il miglior interprete italiano sulla distanza.

L'anno della sua consacrazione fu il 1987, quando con il tempo di 8'08"57 vinse la medaglia d'oro dei 3000 siepi ai Mondiali di Roma siglando anche la miglior prestazione dell'anno sulla distanza e il record italiano (tuttora imbattuto). Sempre a Roma ottenne anche un argento nei 10000 metri, dove fu sconfitto dal keniota Paul Kipkoech.

Ai Giochi olimpici di Seul si presentò fra i favoriti, riuscendo senza problemi a raggiungere la finale. Qui la sua tattica fu di stare davanti e fare la gara sul ritmo, per sfiancare gli avversari. Dopo 2000 metri però, al primo allungo dei rivali, non riuscì a tenere il ritmo e finì nelle retrovie. Il keniota Kariuki prese in mano le redini della gara e vinse battendo il connazionale Koech. Quarto l'altro italiano Lambruschini, nono Panetta.

Il riscatto arrivò agli Europei di Spalato 1990 dove vinse la medaglia d'oro davanti all'inglese Mark Rowland e ad Alessandro Lambruschini che di lì a breve erediterà da Panetta il ruolo di miglior italiano sulla distanza.

 

Nel 1994, agli Europei di Helsinki, Panetta si presentò ormai a fine carriera, quasi comprimario rispetto agli altri azzurri Lambruschini e Carosi che partivano con ambizioni di vittoria. Alla finale arrivarono tutti e tre gli atleti italiani, ma il favorito Lambruschini dopo pochi giri di gara cadde su un ostacolo. Panetta allora decise di fermarsi, aiutando il connazionale a rialzarsi e riportandolo nel gruppo dei migliori. Lambruschini vinse la gara e l'oro europeo, Panetta finì fuori dal podio ma il suo gesto d'altruismo è rimasto nella memoria degli sportivi italiani anche più delle sue medaglie passate.

 

Nel suo ricco palmarès, oltre ai successi internazionali ha conquistato anche dieci titoli italiani: uno nei 5000 m piani (1988), uno nei 10000 m piani (1986), due nei 3000 m siepi (1985 e 1988) e sei nella corsa campestre (dal 1987 al 1992).

Attualmente lavora come consulente per Diadora S.p.A e Timex Italia, ed occasionalmente fa il commentatore tecnico per Rai Sport durante i più importanti eventi dell'atletica mondiale.

Francesco Panetta