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Storia dei Giganti

i Giganti sono parte integrante della cultura Calabrese, a Mileto, sono presenti in tutte le feste dell'anno

Secondo la tradizione, confermata dalle scritture di alcuni autorevoli storici antichi, in essi si configurerebbero i mitici fondatori di Messina: Saturno Egizio e la moglie Rea o Cibale. A Saturno Egizio venne nel tempo aggiunto il nome di Zancle (Falce), per aver fondato la città siciliana in un'insenatura di mare a forma di falce o, perché sembra che sia stato l'inventore dell'attrezzo agricolo per mietere il grano. Per tale motivo la città peloritana, prima ancora che le venisse imposto l'odierno nome dal conquistatore greco Messena, venne per molti secoli chiamata Zancle in onore del suo mitico fondatore.

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Mileto (Militu in calabrese) è un comune di 7.157 abitanti della provincia di Vibo Valentia, famoso per essere stata la città natale del normanno Ruggero II e della mistica Natuzza.

Situata in pianura su un altopiano ad est del gruppo montuoso del Monte Poro ed a sud di Vibo Valentia. Dopo il terremoto del 1783che distrusse l'antica città, la nuova Mileto sorse a circa 2 chilometri ad ovest in una terra chiamata "Villa del vescovo". Il 27 agosto1860 a Mileto sosta Giuseppe Garibaldi prima di completare la sua impresa di conquista del Regno di Napoli. Rinomata nella storia, Ruggero il Normanno della famiglia degli Altavilla di Normandia la eresse a sua residenza rendendola una dei centri più importanti non solo della Calabria ma dell'intera Europa, oggi conserva i resti di una cattedrale, fondata nel 1081, ed i resti dell'abbazia benedettina della SS. Trinità. A un chilometro a sud di Mileto si trova la frazione Paravati, dove viveva Natuzza Evolo, considerata da molti come una delle più famose mistiche italiane degli ultimi tempi

La più attendibile e fantastica storia sulla nascita dei Giganti è legata ad un fatto storico realmente accaduto nel 1190. In tale anno, Riccardo I Re d'Inghilterra, più comunemente noto col nome di Riccardo Cuor di Leone, giunse a Messina da dove doveva muovere la Terza Crociata che era stata indetta da Papa Gregorio VIII per liberare dai musulmani il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Durante la permanenza in città il monarca si accorse che i messinesi erano privi della libertà perché ancora oppressi dai Greci Bizantini. Essi si erano impossessati di tutte le cariche politiche, civili ed amministrative gestendo la giustizia a loro piacimento con provvedimenti impopolari ed inappellabili emanati dalla sicura fortezza di San Salvatore strategicamente posta all'imbocco del porto. Il Re d'Inghilterra, non volendo usare la forza per soggiogarli, pensò di dimostrare la sua potenza facendo costruire sul colle di Roccaguelfonia, situato proprio di fronte alla fortezza, un imponente ed inespugnabile castello. Prima ancora che venisse ultimato il popolo lo adottò battezzandolo col nome di Matagriffon coniando Mata, da Macta (ammazza) e, Griffon da Grifone (ladro). I Greci-Bizantini dimostrarono di aver inteso il messaggio abbandonando per sempre la città, così che il popolo Messinese riacquistò la tanto sospirata libertà.

Per festeggiare l'evento e tramandarlo alle generazioni future, i messinesi portarono nelle piazze il castello di Matagriffon in cartapesta per poi sdoppiarlo nel nome e con le sembianze dei fondatori della città. Li chiamarono “‘A Gigantissa” e “U Giganti” ma anche Mata e Grifone. In tal modo la colossale coppia divenne l'emblema della loro libertà e l'omaggio agli antichi fondatori. Ai Colossi, rappresentati su due cavalli finemente addobbati, venne nel tempo accostato un finto cammello che veniva bruciato nelle piazze al termine delle feste di mezz'agosto, per simboleggiare la sconfitta degli empi dominatori Saraceni scacciati nel 1060 dalla città dal Conte Ruggero il Normanno.

Palio Ruggero e Giuditta Matrimonio fotogallery

Luogo dove ogni anno si svolge la normanna nella foto edizione del 2015

 

 

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