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Oro, oro, argento: l’Italia sbanca nella mezza

09 Giugno 2024

Yeman Crippa campione, Pietro Riva secondo, trionfa anche il team azzurro. Già record storico agli Europei di Roma: 7 ori, 13 medaglie, mai accaduto nelle precedenti 25 edizioni, superata Spalato ’90

L’Italia vince tutto nella mezza maratona maschile degli Europei di Roma. Straordinaria prova degli azzurri, protagonisti di un dominio assoluto con due ori e un argento. A trionfare è Yeman Crippa che allunga all’ingresso dello stadio Olimpico e si impone con 1h01:03 sui 21,097 chilometri. Un nuovo successo per il fuoriclasse trentino, pluriprimatista italiano, al suo secondo titolo continentale dopo quello di due anni fa nei 10.000 in pista. Ma si festeggia la doppietta per merito di un fantastico Pietro Riva: il piemontese riesce a piazzarsi secondo con 1h01:04 superando in volata sul rettilineo finale il tedesco Amanal Petros, 1h01:07 per il bronzo. L’Italia conquista l’oro a squadre grazie al decisivo sesto posto del pugliese Pasquale Selvarolo in 1h01:27, tra i primi dieci anche Eyob Faniel ottavo (1h01:29) e Yohanes Chiappinelli decimo (1h01:42), poi 27esimo Daniele Meucci (1h03:45) sul tracciato che tocca alcuni dei punti più suggestivi della Capitale, dall’Altare della Patria a piazza Navona, da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro, fino al circuito nel Lungotevere. Nel podio per team anche l’argento di Israele e il bronzo della Germania. È la terza doppietta oro-argento per l’Italia a questi Europei dopo quella nei 20 km di marcia (Antonella Palmisano e Valentina Trapletti) e sui 100 metri (Marcell Jacobs e Chituru Ali).

RECORD STORICO - All’inizio della terza giornata, sulle sei in programma, l’Italia è già al record storico di 13 medaglie con 7 ori, 5 argenti e 1 bronzo, mai successo nelle precedenti 25 edizioni degli Europei dal 1934 a oggi: il massimo era 12 medaglie e 5 ori a Spalato nel 1990.

PARLANO GLI AZZURRI - “Mi ha emozionato correre in casa a Roma - commenta Yeman Crippa - e vincere un altro oro è stato difficile, ma sono contento di avercela fatta. In gara ho avuto un piccolo fastidio al fianco che poi è andato via e mi sono tranquillizzato. Finché non sono entrato nello stadio ero ancora sotto pressione, ma gli ultimi duecento metri me li sono goduti”. “È il momento più bello della mia carriera - racconta Pietro Riva - nella gara vinta da un amico, che per me è un esempio. Anche per questo sono felice. Non mi aspettavo il secondo posto, sapevo però di andare meglio in strada che in pista. Durante la gara mi sentivo benissimo, ho corso pensando alla posizione”. “Non credevo di arrivare così davanti”, esulta Pasquale Selvarolo. “Per me era l’evento della stagione, è da gennaio che mi preparo per questo e ho dato tutto”.

ARRIVO - È il momento di Yeman Crippa che attacca al 17° chilometro, resistono i due tedeschi Amanal Petros e Samuel Fitwi. Si forma un terzetto ma Riva torna sotto portandosi dietro Teferi: in cinque al comando. Poi a quindici secondi Selvarolo e Faniel per puntare anche al podio a squadre. Perde contatto Fitwi e restano in quattro, nel sottopassaggio dello stadio c’è la stoccata di Crippa e con lui rimane Petros mentre Riva insegue a qualche metro con Teferi, che finisce quarto in 1h01:10 davanti a Fitwi (quinto con 1h01:17). Dopo il traguardo Riva viene poi ammonito dai giudici, per un gesto antisportivo nei confronti di Petros al momento del sorpasso per l’argento.

15 KM - L’azione intorno al 14° chilometro dell’israeliano Maru Teferi provoca la selezione. Risponde il tedesco Amanal Petros, tallonato da Crippa. Dopo 15 km (parziale di 43:41) restano agganciati Riva e Selvarolo, a cinque secondi Chiappinelli e Faniel.

10 KM - Andatura regolare nella gara maschile e ancora Chiappinelli a tirare in 29:10 seguito da Kibrab quando si transita al decimo chilometro, ma subito dietro c’è Crippa che controlla la situazione. Tra i primi anche Riva, Faniel e Selvarolo, invece Meucci è staccato a 28 secondi.

5 KM - Scatta la mezza maratona degli uomini con sei atleti italiani al via: il primatista Yeman Crippa (Fiamme Oro), Pietro Riva (Fiamme Oro), Eyob Faniel (Fiamme Oro), Pasquale Selvarolo (Fiamme Azzurre), Yohanes Chiappinelli (Carabinieri) e Daniele Meucci (Esercito). Clima meno torrido del previsto, cielo coperto e circa 23 gradi di temperatura. Si fanno vedere subito gli azzurri nelle prime posizioni e all’inizio va in testa Faniel. Poi al secondo chilometro è Chiappinelli che inizia a dettare il ritmo davanti al norvegese Awet Kibrab. Passaggio in 14:34 dopo 5 km per il gruppo in fila indiana che comprende anche Crippa, Riva e Faniel, a cinque secondi Selvarolo, a dodici secondi Meucci.

DONNE - È il giorno di Karoline Bjerkeli Grovdal, campionessa d’Europa su strada dopo l’argento di due giorni fa in pista. La norvegese diventa la seconda atleta (dopo la lanciatrice Van Klinken) a conquistare due medaglie individuali in questo Europeo. L’Italia è quinta a squadre con il quindicesimo posto Elisa Palmero come miglior piazzamento.

Il racconto della corsa femminile si apre ancora con Grovdal nelle primissime posizioni in avvio, a 36 ore dal duello con Nadia Battocletti sui 5000 metri: il gruppo di testa (21 unità) passa in 16:40 al quinto chilometro. Nel secondo quarto di competizione iniziano a incidere le due atlete originarie del Kenya e battenti bandiera romena, Joan Chelimo Melly e Delvine Relin Meringor: al decimo km (32:52 per un secondo 5000 decisamente più rapido, 16:12) restano in sei davanti, con le due romene, Grovdal, Calli Hauger-Thackery (Gran Bretagna), Melat Yisak Kejeta (Germania) e Helen Bekele (Svizzera). La primatista italiana Sofiia Yaremchuk (Esercito) transita 13esima in 33:20, poi Elisa Palmero (Esercito, 31esima), Sara Nestola (Calcestruzzi Corradini Excelsior, 35esima) e Federica Sugamiele (Caivano Runners, 51esima). L’Italia, nella classifica provvisoria a squadre, è quinta ma lontana 62 secondi dal terzo posto parziale: guida la Gran Bretagna sulla Francia. Prima si stacca Bekele, poi perde contatto Kejeta: al 15esimo km il drappello di testa (49:07) vede Grovdal, Melly, Meringor e Hauger-Thackery, poi Yaremchuk 16esima in 50:28.

Tra il 18esimo e il 19esimo chilometro scocca l’ora di Grovdal che si invola verso il titolo nei 21,097 km con 1h08:09, poco più di mezzo minuto oltre il personale; una Melly ciondolante e in grande difficoltà fisica resiste comunque al ritorno di Hauger-Thackery: argento alla romena in 1h08:55, bronzo per la britannica in 1h08:58. Meringor è quarta (1h09:25), Kejeta quinta (1h09:42) e sotto l’ora e dieci minuti termina sesta Abel Donnelly in 1h09:57, crono cruciale (assieme all’1h10:06 di Clara Evans) per l’oro a squadre delle britanniche davanti a Germania e Spagna. A completare la top ten un nome nobile come l’israeliana Lonah Salpeter, decima in 1h10:28. L’Italia è quinta (2:05 il passivo dal podio) e a sorpresa la migliore è Elisa Palmero, che recupera 16 posizioni nella seconda metà di gara per centrare la 15esima piazza e, soprattutto, il primato personale a 1h11:22 (18 secondi in meno di quanto corso alla Stramilano 2024), quindi Yaremchuk 19esima (1h11:32), Nestola 35esima (1h12:27) e Sugamiele 54esima (1h15:34). Sorride Palmero: “Sono partita con qualche timore, ero solo la mia seconda mezza: ho fatto una gara in rimonta partendo da dietro, il risultato mi soddisfa”. Yaremchuk: “Molto dispiaciuta, non sono riuscita a esprimermi: ci tenevo tanto ad andare forte a Roma, cercherò di rifarmi nella maratona olimpica di Parigi”.

Fonte Fidal

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