
Super Crippa, secondo a New York!
01 Novembre 2026
L’azzurro fa sognare e chiude in 2h06:14 dopo essere rimasto in corsa per il successo fino alla fine. Vince lo svedese Almgren (2h06:01). Al maschile è il miglior piazzamento italiano da 30 anni
Fantastico Yeman Crippa, è secondo nella maratona di New York in 2h06:14 cedendo solo negli ultimi 400 metri allo svedese Andreas Almgren che vince con 2h06:01 all'esordio sulla distanza. Per il trentino delle Fiamme Oro c'è il miglior piazzamento di un azzurro alla 42,195 km della Grande Mela negli ultimi 30 anni, diventa il settimo italiano a conquistare il podio di New York e per l'undicesima volta, con la sesta prestazione di sempre nella maratona più popolare del mondo. Podio completato in 2h06:26 dal giovane del Lesotho Kamohelo Mofolo che festeggia oggi il 21esimo compleanno soffiando il terzo posto negli ultimi metri al keniano vincitore uscente Benson Kipruto (2h06:27). Nella gara femminile c'è l'undicesimo posto di Giovanna Epis (Carabinieri) con il primato stagionale di 2h28:55. Successo alla keniana Sheila Chepkirui Kiprotich in 2h24:36 dopo un lungo testa a testa con Hellen Obiri (2h24:43), vincitrice l'anno scorso, che in prossimità del traguardo perde la seconda piazza in favore della statunitense Jessica McClain (2h24:42).
E' uno Yeman Crippa da prima pagina! E' secondo nella maratona di New York, cedendo solo negli ultimi 400 metri all'incredibile esordio sulla distanza dello svedese Andreas Almgren. Una gara condotta dal trentino sempre con la testa alle prime posizioni, mai fuori del gruppo dei battistrada, con un massimo distacco dalla leadership inferiore ai tre secondi. Lo start non + dei più rapidi, il tracciato newyorchese non va preso sottogamba, ma dopo i primi 10 km il ritmo scende sotto i 15' per ogni 5 km e quello di Crippa ricalca sostanzialmente il ritmo della maratona di Parigi in primavera. Si arriva a metà percorso con l'azzurro in 1h04:04, poco dopo che lo statunitense Zouhair Talbi ha provato a dare un primo scossone (rientrato), a cui ne fa seguire un altro, effimero come il precedente. Al 28° km ci prova anche l'unico etiope di grido in gara, Deresa Gelata, Crippa è sempre lì che non si fa impressionare e si concede il tempo di rientrare. In testa gruppo di ben quindici atleti, ma la scrematura avviene tra il 35° e il 40° chilometro, quando il vincitore uscente Benson Kipruto porta con sé l'azzurro, lo svedese primatista europeo di mezza maratona Andreas Almgren e lo stesso Talbi. L'ultimo doppio chilometro perde Kipruto come protagonista, sono solo Almgren e Crippa a giocarsi la vittoria, ma è lo svedese che riesce ad avere la meglio sull'azzurro negli ultimi 400 metri, trionfa al debutto sulla distanza in 2h06:01, a soli 4" dal record svedese. Sul podio va anche l'esordiente a New York Kamohelo Mofolo del Lesotho, ventuno anni proprio oggi, che beffa Kipruto di un secondo (2h06:26 - 2h06:27). Per Crippa un magnifico "negative split" (64:04/62:10), il miglior piazzamento italiano degli ultimi trent'anni a New York da quando Giacomo Leone vinse l'edizione 1996, il terzo tempo della carriera di Crippa sul percorso probabilmente meno abbordabile, il sesto crono all-time nella 42 km newyorchese e il primo uno-due europeo al maschile a 42 anni dall'edizione del 1984, quando Orlando Pizzolato precedette il britannico David Murphy. Dopo cinque anni, un italiano torna sul podio di New York, l'ultimo fu Eyob Faniel, terzo nel 2021.
EPIS UNDICESIMA IN 2h28:55. Per soli sei secondi l'azzurra dei Carabinieri ha perso il treno della Top Ten, ma ha dato dimostrazione di completa efficienza prendendosi la soddisfazione di essere la seconda tra le europee (decima la tedesca Konigstein in 2h28:49) e aver corso una maratona sotto le 2h30 per il nono anno consecutivo.
Una maratona dove la veneziana è riuscita a contenere il ritmo del gruppo di testa composto da keniane e statunitensi, per accumulare gradualmente ritardo a partire dal primo terzo di gara. Transitata in 1h14 a metà gara, al ritardo che si faceva via via più sostanzioso ha corrisposto un graduale recupero di posizioni dopo il 35° chilometro, dal sedicesimo al tredicesimo, all'undicesimo che non riuscirà a migliorare in vista del traguardo.
I passaggi di Giovanna Epis a New York
5 km - 18:24 | 10 km - 35:49 (17:25) | 15 km - 53:02 (17:13) | 20 km - 1h10:13 (17:11) | Mezza maratona - 1h14:01 | 25 km - 1h28:01 (17:48) | 30 km - 1h45:21 (17:20) | 35 km - 2h03:15 (17:54) | 40 km - 2h21:12 (14:50) | Finale - 2h28:55 11esima

Sheila Chepkirui ha vinto la Maratona di New York
2026, la 42 km più prestigiosa, importante e iconica al mondo. L’ultima Major della stagione si è decisa con un’avvincente, emozionante, tirata e vibrante volata in quel di Central Park, come sempre terreno decisamente impegnativo con i suoi proverbiali saliscendi e un profilo altimetrico che si fa sentire nelle gambe delle atlete dopo quaranta chilometri di totale fatica lungo i cinque distretti della Grande Mela.
La 26enne keniana ha sfiancato la resistenza della connazionale Hellen Obiri, che si era imposta dodici mesi fa e che inseguiva il sempre prestigioso bis. Le due africane avevano fatto la differenza con un repentino cambio di ritmo nei pressi del 36mo chilometro, lasciando sul posto le avversarie che facevano parte del gruppetto di testa. La statunitense Jessica McClain ha provato a rientrare mentre si attraversava il polmone verde di New York, ma Chepkirui ha rilanciato quando mancavano trecento metri all’arrivo (in salita) e si è involata di gran carriera verso il traguardo.


