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La Prossime gare in Calabria 22/08 4^ Edizione Run Capo Vaticano corsa su strada Ass/Mas STRADA Capo Vaticano Ricadi VV *****27/08 R 2^ Gioia in Corsa gara podistica tutte le categorie STRADA Gioia Tauro (RC) -- Stefano Baldini dice: Uno degli effetti della corsa è l’aumento del desiderio sessuale, si fa l’amore di più e meglio, anche perché il sesso è anche una componente fisica e con la corsa questo si sviluppa... Visitate i nostri archivi centinaia di gare e migliaia di foto dal 204 ad oggi a vostra disposizione .****Nel rullo tutte le gare Nazionali del mese di gennaio.Posizionate il mouse sopra e il rullo si fermerà.

 

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LE GARE NAZIONALI DI AGOSTO 2016. IN FONDO AL RULLO LE GARE IN CALABRIA  25/08 I XXIV Meeting Melinda OUTDOOR Cles (TN) 26-28/08 I CAMPIONATI MONDIALI MASTER di CORSA in MONTAGNA XXVIII Memorial Partigiani Stellina km 11,033 U/km 7,540 D MONTAGNA Susa (TO)  27/08 I XXVIII Giro delle Mura Citta' di Feltre km 10 STRADA Feltre (BL)  28/08 I XX Volata Napola-Mokarta km 10 U/km 5,440 D STRADA Napola-erice TP 28/08 I I Piancavallo-Cansiglio Ecotrail della Dorsale 42k-30k-21k-10k TRAIL Aviano (PN)  28/08 I ANNULLATO - XX Meeting Via col...Vento OUTDOOR Donnas (AO) ---------  22/08 R 4^ Edizione Run Capo Vaticano corsa su strada Ass/Mas STRADA Capo Vaticano Ricadi VV  27/08 R 2^ Gioia in Corsa gara podistica tutte le categorie STRADA Gioia Tauro (RC)



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Amatrice-Configno: vince il keniano Chemutai, tra le donne trionfa Sofyane 21/Agosto/2016

Telese Terme, Sabato 18 Giugno 2016

Si è conclusa la trentanovesima edizione dell’Amatrice-Configno; una manifestazione che torna a parlare kenyano, dopo la parentesi ugandese dello scorso anno. L’Africa, grande dominatrice, piazza due atleti sui gradini più alti: ha vinto il kenyano Albert Chemutai, seguito da uno dei favoriti, l’ugandese Felicien Muhitira. Entrambi gareggiano con due formazioni italiane, rispettivamente la Toscana Atletica Futura e la Atletica Potenza Picena. Piazzamento d’onore, al terzo posto, per il portacolori dell’Esercito e Campione italiano dei 5000m, Marouan Razine.

La gara è stata contrassegnata dal grande caldo, che ha creato non pochi problemi a tutti gli atleti; ne hanno risentito in particolare i tre Campioni azzurri della Corsa in Montagna, i gemelli De Matteis, faticosamente giunti al decimo e dodicesimo posto, e Cesare Maestri, solo quattordicesimo.

 

In campo femminile, bella vittoria per l’altra azzurra, anche lei del C.S. Esercito, Laila Sofyane, che alla vigilia aveva promesso di voler essere protagonista della manifestazione. Ci è riuscita pienamente, dominando dall’inizio alla fine. Dopo il traguardo, visibile la sua soddisfazione: “Ci tenevo a fare bella figura anche se avevo un certo timore delle mie avversarie africane. Ho trovato il ritmo giusto ed ho incrementato fino alla fine.

Per conoscere la vostra posizione societaria cliccare sulla  Regione

Siamo forti maratoneti perchè siamo il piede dell’Italia

 Adesso proverò anche la maratona, distanza nella quale penso di dovermi proiettare nell’ultima parte della mia carriera.”

Festa grande a Configno al termine della gara, con grande affluenza di pubblico che ha seguito la cerimonia di premiazione riempiendo con la propria passione la cittadella dello sport allestita nella frazione amatriciana.

 

Questo l’ordine di arrivo della 39esima Amatrice-Configno. Maschile: 1) Albert Chemutai (Uganda) 24’35”; 2) Felicien Muhitira (Ruanda) 24’37”; 3) Marouan Razine (Esercito) 24’36”; 4) Victor Kiplangat (Uganda) 25’; 5) Ezekiel Kiprotich Meli (Kenya) 25’24”; 6) Thomas James Lokomwa (Kenya) 25’29”; 7) Daniel Kipkirui Ngeno (Kenya) 25’49”; 8) Edwin Kipcosgei Melli (Kenya) 25’54”; 9) Yassine Rachik (Italia) 25’57”; 10) Martin Dematteis (Italia) 25’57”. Femminile: 1) Laila Soufyane (Esercito) 29’29”; 2) Federica Proietti (Esercito) 30’30”; 3)

 

Risultati /Result

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Giomi: ''Una nuova generazione di azzurri'' 21 Agosto 2016

Il presidente della FIDAL analizza i risultati delle Olimpiadi di Rio 2016: ''Bene i giovani e l'atteggiamento di tutta la squadra. Ma non posso dare la sufficienza alla nostra spedizione''

La maratona è terminata da pochi minuti. Hanno tagliato il traguardo anche Ruggero Pertile e Stefano La Rosa, mentre Daniele Meucci, ritiratosi dopo circa un quarto di gara, è ancora perso su un bus dell’organizzazione, in giro per le strade di Rio (il ritiro, racconterà il pisano, nasce da un forte dolore alla borsa del tendine d’Achille sinistro, emerso in corsa). Il presidente FIDAL Alfio Giomi ragiona con la stampa su questi dieci giorni di Giochi Olimpici. “Per prima cosa voglio ringraziare tutti gli atleti che sono qui a Rio. Qui nessuno è venuto pensando che fosse un impegno in cui non dare il massimo, ci mancherebbe altro. Non c’è dubbio però che i risultati complessivi siano diversi da quelli attesi da tutta l’atletica italiana”. Giomi divide la squadra in due blocchi: “Quello che sembra a me, oggi, è che qui a Rio un’intera generazione abbia concluso il proprio percorso. Siamo arrivati a Rio sapendo che c’è una nuova leva di atleti che cresce bene, alcuni dei quali sono stati già capaci di centrare la convocazione in azzurro; insieme a loro, gli atleti della generazione precedente, che non finiremo mai di ringraziare per quel che hanno dato al nostro movimento. Qui, avevano il compito di tenere in piedi questa nostra partecipazione. Se si guarda ai risultati, ci si può rendere conto di come Rio segni la fine del percorso di questo gruppo, perlomeno ai livelli più alti”.

Giovani in primo piano: “L’immagine di questa nuova generazione che avanza, per me, è la terza frazione, nella staffetta di ieri, di Ayomide Folorunso. Ha contribuito a portare il nostro quartetto in finale, al sesto posto, e quando ha consegnato a Libania Grenot il testimone tra il quarto e il quinto posto, ho immaginato un epilogo diverso. Lei, Antonella Palmisano, Alessia Trost e Desirée Rossit, rappresentano la parte più importante di questa nuova generazione di atleti italiani”.

Il richiamo alla Trost suscita obiezioni, soprattutto per come si è conclusa la gara (con tutte e tre le medaglie assegnate a 1,97): “Alessia ha fatto bene, e lo dico con convinzione, per come è stata la sua vita in questo ultimo periodo. Sul piano tecnico il ragionamento può anche avere un senso, ma io so quello che c’è dietro, e quindi posso solo dirle grazie per quello che ha fatto. E la Rossit, aggiungo, per me è stata una grande sorpresa, anzi, è stata vicina ad essere una grande sorpresa. Il suo terzo salto a 1,93 è stato fallito di poco: lo avesse centrato, sarebbe cambiata tutta la storia. Aggiungo che la gara si sarà anche conclusa a 1,97, ma c’erano ben 17 finaliste con 1,94, il segno che si è trattato di una gara di altissimo livello, malgrado le misure finali”.

Eleonora Giorgi, che fa parte della nuova generazione, prende nove rossi in un anno, viene fatto notare al presidente federale. “Perché? Non sono in grado di spiegarlo. Devo dire che i tre rossi di Roma, quando forzò per guadagnare una posizione, sono diversi da quelli presi qui, perché qui non ha forzato. Non so che dire. Ha lavorato al massimo per curare il gesto, per far sì che la sua fosse una gara senza rossi, ma non so dire cosa sia successo, è una di quelle cose di cui dovremo parlare a freddo”.

Inevitabile la domanda sul destino della guida tecnica: il DT Magnani è a rischio? “Tra due mesi avremo le elezioni – risponde Giomi – non so nemmeno se ci sarò ancora io, figuriamoci se posso dire chi sarà il Direttore Tecnico… Oggi parliamo di quel che abbiamo fatto qui a Rio: analizzeremo ancora meglio, a freddo, questi risultati. Quel che posso dire ora, è che Massimo Magnani ha goduto del nostro totale sostegno; un sostegno pienamente meritato, vista la grande mole di lavoro svolto. Chiederemo a lui una valutazione tecnica, e successivamente ragioneremo insieme ai tecnici, e agli atleti. In ogni caso, non posso dare un voto sufficiente alla squadra: sono contento dell’atteggiamento di tutti, ma i risultati non mi soddisfano. Ripartiamo da qui con la consapevolezza che c’è una nova generazione pronta per fare veramente bene. Di questo gruppo fanno parte altri ragazzi, come Filippo Tortu, per fare un nome”.

Un altro nome che riecheggia, in conclusione, è quello di Alex Schwazer. “No, non voglio parlarne. Non è il momento. Lo farò, lo faremo, ne parleremo in Consiglio federale, perché vogliamo dire la nostra su tutta questa storia. Ma non è il caso di farlo ora, non voglio togliere spazio ai nostri atleti”.

Provincia di Vibo Valentia Tropea e dintorni photo Gallery

 

Ogni mattina,

alzandoti, e ogni sera, prima di andare a dormire, ringrazia la vita dentro di te e per la vita tutta, per tutte le buone cose che il Creatore ha dato a te e agli altri, e per l’opportunità di crescere ogni giorno di più. Considera quanto hai fatto e pensato nel corso del giorno e chiedi il coraggio e la forza di diventare una persona migliore. Cerca quanto puo’ essere beneficio a tutti.

Rispetto. Rispetto significa:”sentire o dimostrare onore o stima per qualcuno o per qualcosa; considerare il benessere degli altri o trattare qualcuno o qualcosa con deferenza e cortesia”. Mostrare rispetto è un principio di base nella vita: tratta in ogni circostanza ogni persona, dal più piccolo bimbo al più maturo degli anziani, con rispetto

 

Mileto -VV- 18 Agosto 2016 " La Normanna"

Accolti dai fragorosi applausi del numeroso pubblico, tagliano per primi il traguardo della V edizione della Normanna,Thomas James Lokomwa e Meriyem Lamachi!

Mercoledì 17 Agosto, a Mileto fervono i lavori per l'allestimento di quello che sarà lo scenario che accoglierà domani, 18 Agosto, tutti gli atleti che accorreranno da tutte le parti d'Italia, per essere protagonisti di quella che ormai da 5 anni, rappresenta una gara importantissima nel panorama dell'atletica calabrese, ovvero la V edizione della Normanna.

 

Tanti sono stati i mesi di preparazione, durante i quali l'impresa di costruire questa quinta edizione della Normanna, sembrava ancora più ardua e difficile degli scorsi anni, e dopo tanto duro lavoro, è arrivato il giorno fatidico della gara e gli animi del Patron Salvatore Auddino e dei suoi collaborati, trepidano e sperano che anche in questa edizione la loro tenacia i loro sacrifici possano essere ripagati da una buona riuscita di tutta la manifestazione.

 

La giornata di Giovedì 18 inizia di prima mattina, alle 6 già per le vie di Mileto, c'è fermento, migliaia di transenne da collocare, striscioni da appendere, palco da sistemare, pacchi da esporre ect ect; ma come si dice l'unione fa la forza e così tante mani a lavoro hanno fatto si che tutto fosse pronto per le 14:00 in modo tale da accogliere tutti gli amatori e gli atleti a braccia aperte. Piazza Pio XII si è vestita a festa e con i suoi palloncini, bandiere e festoni ha avvolto come in un abbraccio tutti i presenti, atleti venuti a partecipare alle gare e spettatori pronti ad appaudirli; ed ecco che sono pronti a presentarsi sul circuito, tutti gli amatori che partecipano alla non competitiva, ovvero 3 giri del circuito per un totale di 3 km, e tutti i bambini che con entusiasmo fanno la loro gara di 800m circa. Lo speaker che presenta e commenta questa gara e che poi animerà anche la gara delle top runner femminili è il catanese Giuseppe Marcellino che da, prima, la partenza

ai bambini che con grande grinta e consapevolezza fanno la loro gara e poi prendono tutti la bellissima medaglia che è la stessa che verrà data ai protagonisti delle gare top; al loro arrivo parte la non competitiva di 3000 m aperta a tutti uomini, donne, artisti, bambini e bebè in passeggino che hanno colorato la cittadina di Mileto, ed è stato veramente entusiasmante osservare chi si impegnava con tenacia per arrivare al traguardo il prima possibile e chi invece si divertiva provando a finire i 3 giri da fare.

In un'atmosfera ormai calda e calorosa si può dare il via alla prima gara competiva, la gara femminile ed overSM 60 di 10km, ma prima Salvatore Auddino e tutta la Miletomarathon hanno voluto consegnare una medaglia ricordo, realizzata dall'artista miletese Simona Currà, alla famiglia del Maresciallo della polizia Municipale Lorenzo Mazzeo, di recente stroncato da un infarto; e così dopo questo breve e sentito momento, si da il via alla gara femminile e uomini over 60; intorno c'è tanto fermento, le atlete si lanciano in una gara molto tirata, il percorso pianeggiante ed omologato consente loro di scatenarsi, fin dai primi giri la battaglia è tra la vincitrice dello scorso anno la marocchina Lamachi e la fortissima calabrese Palma De Leo. Lo speaker Marcellino, commenta giro dopo giro quella che poi sarà la vittoria dell'atleta Meriyen Lamachi, che taglia il traguardo per prima in 35:01 ed all'arrivo si commuove ed in lacrime dedica la vittoria all'amica Siham Lairaichi, travolta nei

giorni scorsi da un eurostar della linea Lecce -Roma e che doveva essere presente alla Normanna.

Al secondo posto è arrivata la bravissima atleta della G.S. lammari Palma De Leo 37:37, terza la Keniana Beatrice Cheptoo 38:49, quarta Chantel Magengezha dell'U.S. San Giorgese 38:59, quinta Rossella De Rose della Jure Sport 40:33. In questa gara va segnalata l'ottima prestazione di Domenico Chillà dell'Asi Crisal Soverato che con i suoi 39:24, ha conseguito il primato regionale categoria 60.

 

Terminata la bellissima gara femminile ed over 60, si prepara il palcoscenico per l' ultima magica partenza, la gara top maschile, il microfono passa da Marcellino all'ormai storico speaker della Normanna nonchè della Maratona di Roma e Firenze, Ludovico Nerli Ballati, il quale incomincia, così come era successo lo scorso anno, a chiamare tutte le società presenti facendo avanzare gli atleti e creando due ali laterali ad abbracciare i top, master e top runner insieme, a sottolineare, che l'atletica e la maratona esistono proprio grazie ai master. Ai lati i master e poi i grandi nomi dell'atletica internazionale e nazionale, e così in un' atmosfera unica e magica e dopo lo sparo parte la gara top della quinta edizione della Normanna.

Gli atleti partono subito fortissimi, i giri da fare sono 10 per un totale di 10000 m, ed il circuito pianeggiante gli permette di esprimersi al meglio; lo spettacolo aumenta giro dopo giro e lo speaker Ludovico Nerli Ballati sottolinea le grandi prestazioni sia dei Keniani che degli italiani presenti che sono grandissimi nomi dell'atletica. Il Pubblico partecipa animatamente al grande spettacolo e sta con gli occhi fissi sul percorso come ipnotizzato dalle gesta di questi grandi atleti.

Alla fine dei 10 giri, taglia per primo il traguardo, il Keniano Thomas James Lokomwa con il tempo di 29:57, dietro si piazza Kipkosgei Melly 30:07, terzo il marocchino Mohammed El Mounim 30:10, quarto l'altr keniano Kiprotic Meli 30:18, quinto il primo italiano, l'atleta tesserato perl'Atl. Potenza Picena Dario Santaro 30:29.

 

A fine gara gli atleti insieme a tutto il pubblico presente sono stati rinfocillati da un sostanzioso bouffet ricco di panini offerti dal panificio Galati , frutta e dolci.

La bella serata miletese è andata avanti con le premiazioni a cui erano presenti il Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera -Tropea Mons. Luigi Renzo, il ViceSindaco Del Comune di Mileto Maurizio Polito, il Presidente Regionale Fidal Ignazio Vita che al microfono di Ballati, ha definito la Normanna la corsa podistica più partecipata, prestigiosa ed elevata della Calabria, il Vice presidente Fidal Calabria Neri e il fiduciario tecnico Fidal Giuseppe Pignata.

La giornata di sport che si è vissuta a Mileto è di sicuro una giornata memorabile per tutta l'atletica calabrese, una giornata in cui un parterre di atleti di grande fama nazionale ed internazionale ha reso importante la città di Mileto, antica Capitale Normanna ed ha fatto assistere ad uno spettacolo unico e memorabile che lascerà nel cuore di tutti un segno indelebile, tutto questo è stato possibile grazie all'impegno di Salvatore Auddino, di tutta la Miletomarathon, di tutti gli atleti intervenuti, di tutti gli sponsor tra cui cito il Mangimificio Liverini e Caffo,della Polizia Municipale, dei volontari della protezione civile di Vibo Valentia dell'Ingegnere Antonio Naso Procivic- Arci "Progetto Vibo" e del numeroso pubblico che ha partecipato attivamente a rendere questa giornata splendida!

Grazie davvero a tutti!!!!

 

Redazione Correre.org- Rossella Artusa FotoGallery By Salvatore Auddino    Risultati/Result  Biglietti estratti mini Riffa N°.201-N°1130-N°803

Legami - potrò ancora cantare -

Scacciami - il mio mandolino

Risuonerà sincero, dentro -

Uccidimi - e la mia Anima salirà

Inneggiando in Paradiso -

Ancora tua -

Emily Dickinson

 

 

 

E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, ed i grandi flutti del mare, ed il lungo corso dei fiumi, e l'immensità dell'Oceano, ed il volgere degli astri.e si dimenticano di se medesimi

(Sant'Agostino)

 

 

Due amanti silenziosi somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confondere le voci in una divina armonia

(A.Karr)

 

 

Dovunque l'uomo voglia vendersi trova degli acquirenti

(Henri Lacordaire)

 

 

E' mia ambizione dire in dieci frasi quello che altri dicono in interi volumi

(Friedrich Nietzsche)

 

 

E' curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore

Giacomo Leepardi)

 

Farò della mia anima uno scrigno

per la tua anima,

del mio cuore una dimora

per la tua bellezza,

del mio petto un sepolcro

per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera,

e vivrò in te la vita di un fiore

sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle

canta l'eco delle campane;

ascolterò il linguaggio della tua anima

come la spiaggia ascolta

la storia delle onde.

 

~ Kahlil Gibran ~

Attenzione la "Premiazione di Categoria Donne" sono in assoluti Maschile

Salvatore Auddino

Ringrazio Tutti i miei collaboratori, gli sponsor , e a quanti hanno collaborato alla realizzazione della V edizione della Normanna.

Un pensiero a Rossella Artusa,instancabile collabboratrice messa a dura prova, da un così pesante impegno,ma che riesce sempre a risolvere tutti i problemi .

Grazie di cuore.

Dolore e amore per lo sport alla V edizione de La Normanna: sul podio Lamachi e Lokomwa Venerdì, 19 Agosto 2016 16:46

Le parole strozzate dal pianto della vincitrice Meriyem Lamachi subito dopo aver tagliato il traguardo, il minuto di silenzio poco prima della partenza della corsa uomini, questi i momenti che, più di tutti, spiegano l’evento, fanno capire come la presenza della marocchina Siham Lairaichi, travolta nei giorni scorsi nel casertano da un Eurostar della linea Lecce-Roma, in questa quinta edizione della gara podistica internazionale “La Normanna” abbia aleggiato forte. Del resto, al momento del tragico incidente l’atleta si stava allenando proprio in vista dell’appuntamento miletese di ieri. Tuttavia, la commozione e lo struggente dolore per l’inopinata morte della 36enne marocchina, per la quale lo staff organizzativo ha predisposto in loco una raccolta fondi tesa a consentirne il ritorno in patria della salma, non hanno evitato che nella cittadina normanna si consumasse l’ennesima festa dello sport, l’annuale “miracolo” che si ripete grazie alla tenacia, caparbietà e passione del patron Salvatore Auddino, vero “deus ex machina” della manifestazione, e del resto degli iscritti alla società sportiva “MiletoMarathon”.

Charlie Chaplin

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita

prima che l’opera finisca senza applausi…

Centinaia gli atleti e le atlete partecipanti, tra cui il gotha del podismo internazionale su strada. Ripercorsa anche quest’anno, attimo per attimo, dallo speaker ufficiale delle prestigiose maratone di Roma e Firenze Neri Ballati, alla fine, tra la folla sparsa lungo tutto il chilometro del circuito cittadino, ad aggiudicarsi dopo i dieci giri effettuati l’edizione 2016 de “La Normanna” è stato il keniano Thomas James Lokomwa (29:57), seguito a ruota dal connazionale Edwin Kipkosgei Melly (30:07) e dal marocchino Mohammed El Mounim (30:10). La corsa femminile, invece, come detto ha visto la conferma della marocchina Meriyem Lamachi (35:01), già vincitrice della passata edizione, la quale al termine dei sette giri previsti ha avuto la meglio sull’italiana Palma De Leo (37:37) e sulla keniana Beatrice Cheptoo (38:49). Nella gara maschile, primo degli italiani è giunto il campione nazionale 2015 di maratona Dario Santoro, a conferma dell’elevato spessore tecnico e del parterre d’eccezione che il patron Auddino è riuscito ad allestire anche in questa quinta edizione de “La Normanna”.

La corsa podistica internazionale miletese ha, tra l’altro, permesso a Domenico Chilà di conseguire il primato regionale over 60 (39:24). Conclusasi a tarda sera con la consueta cerimonia di premiazione di vincitori, svoltasi sulla pedana allestita per l’occasione in piazza Pio XII, la manifestazione sportiva anche quest’anno ha messo in mostra una impeccabile macchina organizzativa e, purtroppo, il silenzio assordante delle Emittenti televisive regionali e provinciali, ad iniziare da “mamma” Rai, pronte a seguire le sagre più disparate, molto meno quella che lo stesso presidente Fidal Ignazio Vita ha definito «la corsa podistica internazionale più partecipata, prestigiosa ed elevata della Calabria». Prima della gara maschile, una medaglia ricordo realizzata a mano dalla giovane artista Simona Currà è stata consegnata dagli organizzatori alla famiglia del maresciallo di Polizia municipale Lorenzo Mazzeo, stroncato recentemente da un infarto.

di GIUSEPPE CURRA’

 

Allorché la terra fu creata con tutti gli esseri viventi,

l'intenzione del Creatore non fu di renderla vivibile solo agli uomini.

Siamo stati messi al mondo

assieme ai nostri fratelli e sorelle,

con quelli che hanno quattro zampe,

con quelli che volano e con quelli che nuotano.

Tutte queste forme di vita, anche il più piccolo filo d'erba,

formano con noi una grande famiglia.

Tutti siamo fratelli e tutti siamo ugualmente importanti su questa terra.

Olimpiadi: 3000 siepi, regno keniano 17 Agosto 2016

Quello di Conseslus Kipruto a ‪Rio 2016‬ è il nono successo consecutivo dei keniani sui 3000 siepi alle ‪Olimpiadi‬, l’undicesimo in assoluto. Stavolta, però, l'argento finisce al collo dello statunitense Jager.

I saltafossi del Kenya sono dei tipi balzani: Ezekiel Kemboi tagliava il traguardo dopo deviazioni che lo portavano in sesta, settima corsia e mimava accordi rock con una chitarra invisibile. Ezekiel, 34 anni, due volte campione olimpico, ha trovato un erede in Conseslus Kipruto che di anni ne ha 21 e mezzo e porta il marchio di garanzia sul luogo di nascita: Eldoret. Come un tennista che vede la luce a Wimbledon o un giocatore di golf a St Andrews. A Conseslus piace salutare la gente: a Birmingham, in Diamond League, lanciato verso l’ingresso nel club dei meno 8’, iniziò a rallentare, a sventolare le braccia mancando l’approdo tra gli eletti per 12 centesimi.

Nella finale di Rio (record olimpico migliorato dopo 28 anni e portato a 8’03’28” malgrado 36° bollenti), il giovanotto con la faccia buffa ha proposto lo stesso copione: dopo aver sollecitato l’andatura poco prima della campana e debellato le ambizioni dell’aspirante sovvertitore Evan Jager, ha lanciato il suo messaggio di baci e abbracci allo stadio (semideserto: mai una vista una cosa simile…) e soprattutto al mondo e ha deciso di arrivare al passo.

“Non c’era nessuno che mi minacciava e allora ho deciso di divertirmi un po’. In gara Ezekiel mi ha detto: ora vado e vinco. Gli ho risposto: lascia la pista a chi corre per diventare re”. Piuttosto irriverente con il vecchio maestro, ma Conseslus è convinto di essere un predestinato sin da quando ha dominato entrambe le rassegne mondiali giovanili. Il doppio argento ai Mondiali di Mosca e Pechino hanno reso ancora più salda la fiducia in se stesso. Come aveva promesso alla vigilia, attaccherà il record del modo di Saif Saaeed Shaheen, alias Stephen Cherono. A Zurigo? A Bruxelles? Il Letzigrund portò bene (due volte) a Moses Kiptanui e a Wilson Boit Kipketer; lo stadio dedicato a Re Baldovino a Shaheen quando già viaggiava con passaporto del Qatar.

E’ il nono successo consecutivo, in ambito olimpico, dei keniani. Ed è l’undicesimo in assoluto. Se mancano i titoli del ’76 e del’80 è soltanto perché il paese aderì al boicottaggio dei paesi africani a Montreal (contro i rapporti rugbystici che la Nuova Zelanda intratteneva con il Sudafrica dell’apartheid) e, quattro anni dopo, a quello per l’invasione sovietica dell’Afghanistan.

La galleria degli implacabili saltafossi è aperta da Amos Biwott (e dal suo compagno d’avventura messicana Ben Kogo) e prosegue con la variazione sul tema di King Kip Keino che prese l’oro di Monaco di Baviera dopo scarsissime frequentazioni della distanza.

La catena non più interrotta dal 1984 presenta come anelii ben saldati Julius Koir, Julius Kariuki, Matthew Birir, Joseph Keter (con Alessandro Lambruschini che, terzo, impedì la tripletta), Reuben Kosgei, Ezekiel Kemboi, Brimin Kipruto e ancora l’esuberante Ezekiel. Ora si è aperta l’era di Conseslus che, valutata l’età, potrebbe durare a lungo.

Una piccola parentesi per Evan Jager, il biondo di Algonquin, Illinois, che ha ottenuto il miglior risultato olimpico per un siepista americano, a parte Horace Ashenfelter che creò sorpresa mettendo le mani sull’oro (e sul record del mondo) a Helsinki ’52. Ashenfleter lavorava per l’FBI e qualcuno, esaminato l’ordine d’arrivo, scrisse che per la prima volta un agente era stato seguito da un russo (Vladimir Kazantsev), non, come ordinava Edgar Hoover (storico direttore FBI), il contrario.

***AGGIORNAMENTO: KEMBOI SQUALIFICATO*** A seguito di un ricorso presentato dalla squadra francese Ezekiel Kemboi è stato squalificato per aver percorso alcuni passi fuori dal cordolo sulla curva subito dopo la riviera (regola 163.3b RTI). La medaglia di bronzo passa quindi al campione europeo Mahiedine Mekhissi che era inizialmente giunto quarto al traguardo in 8:11.52. Per il 31enne francese si tratta della terza medaglia in altrettante edizioni dei Giochi Olimpici dopo gli argenti di Pechino 2008 e Londra 2012.

 

RISULTATI/Results - FOTO/Photos

OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

TUTTE LE NOTIZIE/News - ORARIO E AZZURRI IN GARA - LE SCHEDE DELLA SQUADRA ITALIANA - LE PAGINE IAAF SU RIO 2016 - LE OLIMPIADI IN TV - NUMERI E STATISTICHE (DAL 1896 AL 2012)

 

Siamo a 300 grazie a v oi

Siamo donne uomini e marziani

Siamo il coraggio

che ti fa cominciare

la passione per continuare

la sfida con te stesso

Siamo le gocce di sudore

le lacrime di gioia

il bacio alla terra di Gelindo

il pugno al cielo di Stefano

Siamo i master pieni di futuro

i chili che hai perso

i compagni di strada

che altrimenti

non avresti conosciuto

Siamo borracce, canfora

e pipì dietro gli alberi

Siamo la tua prima maratona

e non saremo l'ultima

neve, deserto, pietr e città

e polvere di pioggia

e rispetto dell'avversario

Siamo albe

di colazioni al miele

buio di sentieri da trail

tende e veglie nella 24 ore

scarpe che non vuoi

ti buttino via

siamo bottega amara

di cortesia

Siamo domande, dubbi,

perchè, errori, infortuni

Siamo e saremo solo

tempi di passaggio.

 

 

Lo sport, va da dire che le discipline sportive sono tante, di sicuro il loro papà si chiama sport ed è il proprietario di tutte le attività psico- fisiche. Quando si intraprende una disciplina, si entra far parte di un mondo diverso, un mondo fatto di regole e di rispetto, un mondo che ti matura dentro l'anima e ti fa sopportare fatiche immense,un mondo che ti ricompensa con momenti di vera felicità, è come il contadino quando ara la terra e semina, all'inizio è sofferenza e stanchezza ma poi arriva il tempo del raccolto dei frutti; chi ha seminato bene raccoglie frutti buoni. Quando sono arrivato qui a mileto non avevo né terra né alberi da frutto, allora, ho pensato che bisognava seminare qualcosa e così ho fatto; ho seminato quello che la vita mi ha insegnato ossia amare la natura, vivere lo sport come stile di vita, avere rispetto delle cose e degli altri, e così, anche io, mi ritrovo a raccogliere i frutti della mia semina che si chiamano amicizia, amore, fraternità; cose che ultimamente sono diventate una merce molto rara. Se non avessi divulgato lo sport ,oggi , non avrei avuto gli amici che ho, che mi fanno sentire importante e mai solo, sono fiero di loro e ne ho molta stima; questa ricchezza va conservata gelosamente e anche se a volte abbiamo opinioni diverse, è bene,perché ciò serve a cementare e a far diventare sempre più forte il legame che ci unisce. Tutto ciò però, non è farina del nostro sacco ma semplicemente lo sport che ci ha uniti, padre buono dei valori importanti della nostra vita sociale. Salvatore Auddino 30 gennaio 2009

Chiesi a Dio...

di essere forte per eseguire progetti grandiosi:

Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.

Domandai a Dio che mi desse la salute

per realizzare grandi imprese:

egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:

mi ha fatto povero per non essere egoista.

Gli domandai il potere

perché gli uomini avessero bisogno di me:

egli mi ha dato l'umiliazione

perché io avessi bisogno di loro.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:

mi ha lasciato la vita

perché potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello

che chiedevo,

ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno

e quasi contro la mia volontà.

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato; o mio Signore,

fra tutti gli uomini

nessuno possiede quello che ho io!

Kirk Kilgour

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